Storia di Viterbo

Viterbo

Viterbo è una città di 61.473 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, abitualmente detta Tuscia. Conosciuta in tutto il mondo come la Città dei Papi, è situata al centro della provincia, a ridosso dei Monti Cimini e vicina al lago di Vico e a quello di Bolsena. Qui si può notare una netta differenza urbanistica tra il centro storico di stampo medioevale e la periferia caratterizzata da palazzi di concezione moderna. Appena fuori del centro di Viterbo ci sono le rinomate Terme dei Papi e la sorgente termale del Bullicame che alimenta la grnade piscina natatoria delle Terme e varie “pozze”.

                                                     Storia

Si hanno tracce di insediamenti neolitici ed eneolitici a qualche segno etrusco della lontana storia di Viterbo, che è costituito dalla sigla FAVL che secondo le teorie di frate Annio era formata dalle iniziali di quattro villaggi (Fanum,Arbanum,Vetulonia,Longula). Probabilmente dopo la conquista romana fu costituito in stazione militare, chiamato Castrum Herculis per la presenza in loco di un tempio dedicato all’eroe mitologico. La città medioevale tuttavia trae origine da un “castrum” posta al confine tra i loro possessi nella Tuscia e il ducato bizantino di Roma: il colle di San Lorenzo, fu fortificato nel 773 da Desiderio, nell’ultimo periodo della sua contesa con Carlo Magno. Nell’852 fu fatto un documento papale che riconosceva il “catrum viterbii” proprietà delle terre di San Pietro, è il XII secolo il periodo in cui Viterbo, libero comune, si assicura il possesso di numerosi catelli: in tal senso la protezione di Federico I (presente nella città nel 1162), e il suo riconoscimento del comune viterbese. L’elemento che accresce il prestigio e l’importanza politica di Viterbo, è la sua elevazione a cattedra vescovile nel 1194 hai danni di Tuscania. All’inizio del XIII secolo la città viene inserita nell’orbita papale e nel 1207 ospitò il Parlmanento degli stati della Chiesa. La patrona di Viterbo è Santa Rosa, che visse tra il 1233-1251. Si ricordano non solo i suoi miracoli in vita e post mortem, ma anche, la sua coraggiosa predicazione contro gli eretici e i ghibellini, che animò i viterbesi a resistere contro l’assalto dell’esercito di Federico II.

           

Piazza del Plebiscito       Cattedrale di San Lorenzo              San Pellegrino                     Piazza della Rocca