Ferento

Ferento

Le rovine di Ferento, situate tra Montefiascone ed i Cimini a 8 chilometri a nord est di Viterbo, sono la testimonianza di una città rasa al suolo dai viterbesi,  attraverso ripetuti scontri avvenuti durante il medioevo (1172).
La prima notizia certa della città risale al Liber Coloniarum (123 a.C.), dove si narra che Ferento nell’88 a.C. divenne municipium dopo la guerra sociale.
Le principali risorse di Ferento erano le attività agricole e la presenza di cave di peperino di ottima qualità. Nel territorio esistevano anche miniere di ferro, scoperte e sfruttate già al periodo etrusco. Attualmente sono ancora visibili le gallerie scavate per estrarre la roccia che conteneva il minerale.L’agglomerato urbano si sviluppò sul decumano massimo della via Ferentiensis, un importante collegamento tra la Cassia ed i paesi della valle del Tevere. Proprio per la sua posizione strategica nel controllo della valle del Tevere, fece sì che il centro di Ferento sopravvivesse alla caduta dell’impero romano.
La città inoltre vanta di un grande teatro romano, dove venivano inscenate commedie e tragedie dei più grandi autori latini. Rappresentazioni teatrali vengono messe in scena ancora oggi, soprattutto durante il periodo estivo.